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2010 in review

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads This blog is on fire!.

Crunchy numbers

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A Boeing 747-400 passenger jet can hold 416 passengers. This blog was viewed about 3,000 times in 2010. That’s about 7 full 747s.

 

In 2010, there were 7 new posts, growing the total archive of this blog to 14 posts. There were 19 pictures uploaded, taking up a total of 3mb. That’s about 2 pictures per month.

The busiest day of the year was January 3rd with 52 views. The most popular post that day was Apprensione superficiale.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were scientificando.splinder.com, splashragazzi.splinder.com, keespopinga.blogspot.com, splashscuola.altervista.org, and sciencebackstage.blogosfere.it.

Some visitors came searching, mostly for acqua sospesa, menischi, tensione superficiale, paraponzio, and menisco concavo.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Apprensione superficiale January 2010
13 comments

2

Un povero diavolo December 2009
3 comments

3

Menischi January 2010
5 comments

4

La forma dei liquidi December 2009
12 comments

5

L’acqua sospesa December 2009
9 comments

Paraponzio in pdf

Ho preso la roba pubblicata in questo sonnacchioso blog  e, senza modifiche rilevanti, ne ho fatto un ebook che ho chiamato “Piccoli esperimenti di fisica”. Lo potete scaricare o solo sfogliare a questo indirizzo o su Rangle.

Io piovo da sola

Questa è un’appendice al post sulle gocce di pioggia. L’occasione mi è fornita da un fantastico video di Emmanuel Villermaux pubblicato su ScienceNews e che qui vi ripropongo:

Shattering raindrops from Science News on Vimeo.

Come molti oggetti naturali, le gocce di pioggia possono avere tante dimensioni diverse. Quello che fino ad oggi si pensava è che questa varietà si formasse all’interno di una nuvola quando una piccola gocciolina, aumentando di dimensione, instaurava una complessa interazione reciproca con le sue vicine. In realtà, a quanto pare, questa enorme varietà deriva dai prodotti di frammentazione di gocce isolate e non interagenti. Sia la forma che la distribuzione delle dimensioni delle gocce prodotte sono legate alla dinamica di una sola goccia che si deforma quando dentro di essa irrompe l’aria. Il cambiamento “topologico” da una goccia di grosse dimensioni in più piccoli frammenti stabili si compie entro un lasso di tempo molto più breve del tempo tipico di collisione tra le gocce. Le goccioline molto piccole, quelle con un raggio di frazioni di millimetri, rimangono sferiche per tutto il loro cammino verso terra.

Credit: Emmanuel Villermaux

Emmanuel Villermaux and Benjamin Bossa “Single-drop fragmentation determines size distribution of raindrops” Nature Physics 5, 697-702 (20 July 2009)
Purtoppo, come per molti lavori pubblicati su Nature Physics, o siete abbonati o vi dovete accontentare dell’Abstract.

Arierregibì

Aggiungo qualche parola al precedente post, quello delle lampadine colorate.

Le lampadine che ho usato per la piccola dimostrazione sulla composizione dei colori non sono altro che normali lampade con interposto un filtro colorato che lascia passare solo una parte della luce. Abbiamo già scoperto, con l’esperimento sull’arcobaleno, che la luce bianca si compone di una gamma più vasta di colori. Con un filtro opportuno ne possiamo selezionare uno di questi, ad esempio, il rosso (R, red), il verde (G, green) ed il blu (B, blue), come nel caso delle nostre tre lampadine. Questi tre, noti come “colori primari”, possono essere ricombinati per ottenere nuovi colori. Lo schema utilizzato nei libri di testo è quello che riporto in figura

e che mostra le 4 possibili combinazioni: R+B, R+G, B+G, R+G+B. Il risultato “ideale” è:

R+B = Magenta (violetto)

R+G = Giallo

B+V = Ciano (azzurro)

R+G+B = bianco

Perchè tutto riproduca la situazione ideale è necessario che le nostre sorgenti siano sufficientemente “intense”, illuminino senza “sfumature”, non vi siano altre sorgenti di luce nell’ambiente. Se la situazione non è quella ideale, tanto meglio. Vorrà dire che otterremo una varietà di sfumature di colore maggiore. Nel caso provato nel precedente post vedete molto bene il magenta ed il ciano, non vedete giallo ma arancione. Il bianco al centro non è poi così bianco ma un insieme di colori tenui molto più interessanti.

Tutto questo mi serve anche per raccontarvi che gli schemi vanno pur bene ma non sono tutto. Ci insegnano che i colori dell’arcobaleno sono sette ma non è vero! Il passaggio dal violetto al rosso non avviene “a salti” da un colore all’altro ma è un passaggio che avviene gradualmente e con continuità attraverso tutte le possibili tonalità di colore.

Per concludere, un altro modo per scomporre la luce bianca nelle sue diverse componenti colorate è quello di illuminare la superficie incisa di un CD. Non vi spiego (per ora) il meccanismo fisico che governa il fenomeno. Vi dico solo che in letteratura trovate molti modi per farlo. Se, però volete lasciarne un ricordo, fate una bella fotografia del CD con il flash acceso e questo sarà il risultato:

RGB

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